PHOTO | In ricordo di Don Antonio Colella

 
Sei dovuto andare via perché ora sei necessario al Signore”, questa è l’unica spiegazione che mi sono dato, come quando dovesti andare via dalla Parrocchia di San Vittore del Lazio perché, si disse, eri necessario nella grande Parrocchia di San Giovanni Battista a Cassino. Altra motivazione plausibile non ne trovo…! Quanti ricordi di te mi tornano alla mente, e tutti belli, caro Don Antonio. Sei sempre stato gentile con tutti, cordiale, altruista, umile, discreto, riservato, buono di cuore, senza pregiudizio per nessuno. Sei sempre stato pronto a dare una mano di aiuto a tutti. Il tuo amichevole e disarmante sorriso anticipava sempre ogni tuo discorso. Non ti ho mai visto adirato, neanche quando non se ne poteva fare a meno di esserlo. Mi sembra ieri quando, mantenendo fede alla promessa che feci di venirti a trovare nella tua Parrocchia di Santa Maria della Rosa a San Vittore del Lazio, mi mostravi con orgoglio ed entusiasmo le stupende opere d’arte in essa contenute, sia antiche che moderne, come quelle realizzate grazie al tuo interessamento e alle tue capacità, oltre che alla tua bontà. Ricordo ancora la soddisfazione e la gioia che avevi quando mi illustravi l’opera sbalzata in bronzo posizionata sul leggio della chiesa, titolata “Il Seminatore”, dell’artista di fama internazionale Alfiero Nena, o il portone in bronzo dello scultore Alberto di Campli, o, ancora, la pregiata acquasantiera in marmo rosato, che tu, sottovoce, mi confidasti essere stato un tuo personale acquisto per la chiesa stessa. Come posso non ricordare quando, nel conoscere una nuova persona, dicevo di essere di San Pietro Infine, e questi rispondeva, “Ho capito, il paese di Don Antonio Colella!”. Eri (o meglio sei) molto conosciuto, apprezzato e ben voluto da tutti, in particolare da coloro che hanno avuto la fortuna di averti conosciuto personalmente. E come non ricordare quella splendida serata quando l’associazione “Ad Flexum” volle festeggiare, insieme a te e al caro Monsignor Lucio Marandola, la tua nuova carica di “Monsignore”. Noi dell’Associazione, ma anche tutti i sampietresi, volemmo dimostrarti tutto il nostro affetto ed orgoglio facendoti dono di una pregiata Bibbia e di un artistico crocefisso in bronzo. E come dimenticare il tuo discorso di ringraziamento, che ancora conservo gelosamente in originale, intriso di fede infinita e di invidiabile cultura. Sei sempre stato un punto di riferimento per tutti, oltre che per i tuoi familiari, prova ne è la marea di persone, proveniente da tutti i paesi del circondario, che, quasi in processione, viene di continuo a testimoniare quanto eri, e sei, apprezzato ed amato. Nessuno vuole mancare nel darti l’ultimo saluto. Un saluto doveroso ad un uomo buono, ad un servo di Dio, che si è sempre dimostrato riservato e umile, e che io, ma con me tanti altri, già da ora definiamo “Santo”! Ciao Don Antonio, ricordati di noi quando siederai accanto a Dio! Con affetto, Maurizio.
 
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