PHOTO | Discorso del Sindaco Mariano Fuoco

 
74° Anniversario della Battaglia e distruzione di San Pietro Infine 09 Dicembre 2017 Con il mio intervento concludo questa cerimonia per il 74° anniversario della Battaglia di San Pietro Infine. I precedenti interventi e la presenza di voi tutti hanno ancora una volta reso speciale questo evento. Ringrazio tutti… A mio nome e a nome dell’amministrazione comunale ringrazio tutte le Autorità militari, civili e religiose presenti, i Reduci di tutte le guerre, le Associazioni Combattentistiche e d’Arma, le autorità scolastiche locali e del territorio tutti coloro che si sono attivati ed impegnati per organizzare questa cerimonia, i cittadini… questo meraviglioso coro ma soprattutto voi giovani e studenti che con il vostro contributo avete dato maggiore significato e speranza a questa giornata così importante. …importante perché, il ricordo della guerra e la nostra presenza qui diventino un gesto concreto di pace ed impegno per il futuro, dando valore reale a ciò che stiamo compiendo. Ricordare è un dovere morale, un monito, affinché non si ripetano gli errori della storia …e noi siamo qui a testimoniare la memoria ….siamo qui per non dimenticare. La guerra è sofferenza, è atrocità, è freddo, è fame, è paura, è morte… e queste macerie sono l’espressione tangibile e reale di quella guerra e di quelle giornate di lutto e dolore, quando questo paese, pur se così piccolo, fu oggetto degli incessanti cannoneggiamenti che lo rasero al suolo. I grandi e gravi episodi della seconda guerra mondiale vivono e rivivono nella memoria di tutti gli uomini del mondo …ma ripensarli qui, in questi luoghi …li ammanta sicuramente di emozioni e suggestioni ancora più forti. Richiamare le atrocità della guerra qui … tra queste rovine divenute ormai un simbolo di pace ad imperitura memoria per le future generazioni… in un museo a cielo aperto … per non dimenticare… rende sicuramente questo momento ancora più intenso… in una fase della nostra Storia mondiale in cui purtroppo…e ancora…l’uomo sembra talvolta dimenticare il bisogno e l’urgenza di Pace …di solidarietà …di tolleranza …di rispetto dei diritti civili …di umanità…! E invece non possiamo e non dobbiamo dimenticare… aspirando tutti a progredire sul cammino della civiltà, ravvivando nelle coscienze il ricordo…per la Pace …e contro tutte le guerre …perché mai più si rivivano altre catastrofi della storia. La battaglia di San Pietro Infine ormai è storia, questo piccolo paesino con monte Lungo e Monte Camino, furono un punto vitale della Linea Reinhardt, l’estremo tentativo di resistenza messo in atto dalle forze germaniche allo scopo di rallentare l’avanzata degli alleati prima della linea Gustav. Le manovre difensive tedesche iniziarono già dal mese di novembre del 1943, quando un battaglione della 29ª divisione granatieri corazzati, su ordine di Hitler, entrò nel paese sequestrando 4 automobili, tutti gli asini e i muli, rastrellando tutti i civili maschi tra i 15 e 45 anni, per farli lavorare, scavare trincee e trasportare munizioni. Fu preparata una linea di contrasto all’avanzata alleata sia intorno al paese che sul monte Sammucro, con postazioni protette da vasti campi di mine e filo spinato, con il preciso e deciso intento di assolvere a quell’incarico che era stato loro assegnato … fermare l’avanzata degli alleati ad ogni costo. Le truppe alleate attaccarono il paese di San Pietro Infine nei primi giorni di dicembre, ma furono fermati con gravi perdite dalla resistenza germanica che proteggeva il fianco sinistro di Monte Lungo, attaccato a sua volta dal 1° Raggruppamento Motorizzato Italiano. Tra l’8 e il 16 dicembre 1943 gli alleati impegnarono quasi l'intera 36° Divisione Texas di fanteria per conquistare l'obiettivo. Quando le pattuglie statunitensi riuscirono a entrare nel paese, il mattino del 17 dicembre 1943, lo trovarono sgombro di soldati nemici e completamente distrutto. L’unica forma di vita in cui si imbatterono furono quei 500 sanpietresi che uscivano dalle grotte e dalle rovine in cui avevano trascorso il periodo dell'occupazione tedesca e della battaglia. Quello che resta della battaglia di San Pietro sono queste macerie, testimonianza crudele di quella devastazione che anche John Huston immortalò nel suo noto film documentario The Battle of San Pietro, realizzato per l'esercito americano nel 1943. Quella battaglia costò molto in termini di perdite: circa 150 civili, circa 220 soldati italiani tra morti e dispersi, 1000 uomini della divisione americana “Texas”…e ancora oggi non è possibile una stima precisa delle perdite tedesche. È a tutti loro, dunque, e alle vittime di tutte le guerre, che vogliamo rendere ancora una volta questo doveroso omaggio …a chi sacrificò la propria stessa vita per la Pace e per la Patria……… a chi sacrificò i migliori anni della propria vita per dare ai loro figli e a tutti noi la speranza di una vita migliore. A questi uomini, vada per sempre la nostra preghiera, il nostro affetto ed il nostro rispetto… continuando però a trasmettere ed a vivere una vera cultura di pace e civiltà… affinché il loro estremo sacrificio non sia stato inutile! Voglio concludere con una citazione di Margherita Hack: “Cerchiamo di vivere in pace, qualunque sia la nostra origine, la nostra fede, il colore della nostra pelle, la nostra lingua e le nostre tradizioni: Impariamo a tollerare e ad apprezzare le differenze. Rigettiamo con forza ogni forma di violenza, di sopraffazione …la peggiore delle quali è la guerra!” Grazie a tutti.
 
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